M21: modern urban agriculture society 2020-07-01T22:50:07+00:00
Joan Miró, “La Masia” 1921-1922

M21: A MODERNIZED FARMERS SOCIETY

National design competition: AAA Architetti Cercasi
Award: First Prize
Year: 2016
Site: Bari, Italy
Client: Confcooperative Federabitazione Nazionale, Fondosviluppo spa
Collaborators: F.Ferrante, G.D.Vulpio

M21_Modern urban agriculture society
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The industrial civilisation we live in wastes a huge amount of energy. People living in an industrial developed country consume, on average, ten times more the energy then an individual of the Third World. We remain aware that a lot of energy is needed to live well but at the same time we cannot ignore that low cost energy era is over.
Therefore, facing the increasing resources costs and the progressive depletion of resources, it is important to think of a new policy that can reduce energy waste, saving, precisely, energy. It is necessary to focus on the concept of a new “modernized agricultural society” based on its own self-sufficiency. We believe that this future perspective is possible and that and that good architecture can help trigger processes of change.

If a district  is not capable of  self-sustenance will become another dependant part of the nearest city centre. The proposed architecture follows social dynamics of cooperation between the inhabitants and organizes its spaces in continuity with the Mediterranean way of living. The project integrates with the urban structure of new planning through a dialogue between the new district and the landscape context in which it is inserted.

The design imposed by the Piano Particolareggiato, the large distance between the city centre and the project area, the sharp cut between urban areas, due to the presence of the main infrastructure axis of the city (SS16), contributes to the condition of isolation of the area. However, the remarkable landscape resources of a countryside that will soon become a city, forced the designers to face the theme of integration between the rigid scheme of the urban grid and the fragmented pattern of the cultivated areas. A new “connective tissue” able to accommodate a new model of living in close relationship with traditional rural activities.

The project is an attempt to go beyond the monofunctional logic of the building, introducing several social common spaces in order to give the inhabitats of the neighbourhood a place to meet and  perform different kinds of activities.

La civiltà industriale in cui viviamo spreca un’enorme quantità di energia. Le persone che vivono in un paese industrializzato consumano, in media, dieci volte più energia di un individuo del Terzo Mondo. Restiamo consapevoli del fatto che sia necessaria molta energia per vivere bene, ma allo stesso tempo non possiamo ignorare che l’era dell’energia a basso costo è terminata. Pertanto, di fronte all’aumento dei costi delle risorse e del progressivo esaurimento delle stesse, è importante pensare ad una nuova politica che possa ridurre gli sprechi energetici, risparmiando, appunto, sull’energia. È necessario concentrarsi sul concetto di una nuova “società agricola modernizzata” basato sull’ autosufficienza. Crediamo che questa prospettiva futura sia possibile e che una buona architettura possa aiutare ad innescare dei processi di cambiamento.

Se un quartiere non è in grado di autosostenersi diventerà un’altra parte dipendente del centro cittadino più vicino.  L’architettura proposta asseconda dinamiche sociali di cooperazione tra gli abitanti e organizza i propri spazi in continuità con il modo di vivere Mediterraneo. Il progetto si integra alla struttura urbana di nuova pianificazione attraverso un dialogo tra il nuovo quartiere ed il contesto paesaggistico in cui è inserito.

Il disegno imposto dal Piano Particolareggiato, la grande distanza tra il centro cittadino e l’ area di progetto, il taglio netto tra le aree urbane, dovuto alla presenza del principale asse infrastrutturale della città (SS16), contribuisce alla condizione di isolamento della zona. Tuttavia, le notevoli risorse paesaggistiche di una campagna che diventerà presto una città, hanno costretto i progettisti ad affrontare il tema dell’integrazione tra il rigido schema della griglia urbana e il pattern frammetato delle aree coltivate. Un nuovo “tessuto connettivo” in grado di ospitare un nuovo modello di abitare in stretta relazione con le attività rurali tradizionali.

Il progetto è un tentativo di andare oltre la logica monofunzionale dell’edificio, introducendo diversi spazi comuni al fine di dare agli abitanti del quartiere luoghi di incontro e spazi per lo svolgimento di diversi tipi di attività collettive.